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Quello che resta
Maurizio DolceSinossi
Bari, anni Settanta. Stefano, Franco e Carlo sono tre amici inseparabili, uniti dal muretto del Liceo "Orazio Flacco" e dalla convinzione che la loro giovinezza sia un’isola invulnerabile. Ma l'ombra degli Anni di Piombo si allunga rapidamente sulla città, trasformando i corridoi della scuola in un campo di battaglia ideologico e la militanza in una scelta senza ritorno.
Il romanzo segue le loro traiettorie divergenti lungo cinquant'anni di storia italiana:
Stefano, la voce narrante, vive il peso delle "etichette" e sceglie la via di un difficile ritiro verso la vita privata e la stabilità familiare, diventando testimone lucido di un’epoca che non concede sconti.
Franco, l’anima più radicale e tormentata, si irrigidisce in una coerenza ferrea che lo protegge dal mondo ma lo condanna a una solitudine esistenziale, fino a diventare un "tronco spezzato" che non ha mai imparato a piegarsi.
Carlo, il più pragmatico, attraversa la tempesta con un realismo che gli permette di "abitare il mondo" senza restare prigioniero dei fantasmi del passato.
Il cerchio si chiude nel presente, durante il funerale di Franco. Tra il sagrato della chiesa e il cimitero monumentale di Bari, Stefano si ritrova a misurare il peso di ciò che è andato perduto e la forza di ciò che è sopravvissuto.
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