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Quest'alba è solo nostra
Sinossi
Stazione di Verona Porta Nuova, il treno si svuota: occhi spenti, zaini che pesano più delle valigie. L’odore è quello del ferro caldo, del sudore, della notte che non finisce.
«Forza! In fila per tre!»
La voce del sergente taglia l’aria. Nessuno risponde. Ci muoviamo.
Il pullman militare aspetta fuori, verde opaco, motore acceso. Saliamo in silenzio. Qualcuno dorme, qualcuno fissa il vuoto. Io guardo fuori.
Riconosco quei campi.
Un lampo. Estati lontane, mio padre, una tavola apparecchiata, risate che non pesavano. Sorrido appena. Adesso è diverso.
Ho provato a evitarlo, a restare indietro. Non è servito. Una lettera, una firma, e la mia vita ha cambiato direzione senza chiedere permesso.
Viterbo. Aeronautica. Parole grandi per un ragazzo che non sa ancora cosa diventerà.
Il pullman parte.
E con lui, qualcosa di me resta indietro.
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