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Asia, la ligure che approdò nel Sannio
Emilia Tartaglia PolciniSinossi
Nel 180 a.C. l’Impero Romano realizza una delle più massicce deportazioni della storia. 47.000 Liguri Apuani dell’Area apuo-spezzina, lunigianese e garfagnino-versiliese, sono tradotti nel Sannio ad opera dei Proconsoli P.Cornelio Cetego e M. Bebio Tamphilo come scrive Tito Livio . Questo romanzo descrive la vicenda umana di quel popolo e dell’approdo alla città di Bebio, Res Pubblica dei Ligures Bebianorum, di Asia che a soli sette anni fu obbligata ad abbandonare il luogo di origine per sempre. La narrazione si apre sull’insediamento di Macchia di Circello, sede delle campagne di scavo del 1982 e 1987 con la direzione scientifica di W. Johannowsky. Roberta, una giovane ricercatrice di Circello, dottoranda a Cambridge, partecipa a quella che dovrebbe essere l’ultima campagna di scavi nella zona. Le condizioni meteorologiche peggiorano e su quelle terre si susseguono massicce precipitazioni. A causa di queste fiumane d’acqua ai limiti di una zona del campo già esplorata si apre una voragine e riaffiora la necropoli di Bebio, la sepoltura di una donna, della gens romana : Valeria, in origine Asia, moglie di Valerio Arsace, legionario della V legione dell’Allodola e uno scrigno con la storia della sua vita e di quei fatti.
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